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TAKARE FRANCESCA INCUDINE -WWW.LIVEMUSICNEWS.IT

Targa Tenco 2018, Francesca Incudine vince per il miglior album in dialetto

E’ la cantautrice ennese Francesca Incudine la vincitrice della Targa Tenco 2018. La giuria composta da oltre 300 giornalisti musicali ha decretato che  che “Tarakè”, prodotto dalla giovane etichetta Isola Tobia Label, è il disco in dialetto più bello dell’ultima annata. La Targa le verrà consegnata nell’ambito della Rassegna della Canzone d’Autore (Premio Tenco) in programma al Teatro Ariston di Sanremo dal 18 al 20 ottobre prossimi.

Francesca Incudine, cantautrice siciliana classe ’87, continua a ricevere consensi per il suo intenso e delicato lavoro, tra canzone e world music. E’ lei la vincitrice della Targa Tenco nella sezione dialetto con “Tarakè”,  suo secondo disco, decretato il più bello dell’anno.  Un album che racconta l’impegno di vivere , ma con la delicatezza e la levità dei semi nel vento.

“Tarakè” è un disco figlio di un’urgenza di cambiamento, dell’inquietudine. Da qui il titolo che deriva dal greco e significa scompiglio, turbamento. Una parola, però, che si trasforma quando incontra il suffisso “akos” (rimedio), diventando “tarassaco”, il nome di un fiore che ha in sé il problema e la sua soluzione. È quel fiore conosciuto anche come soffione, che pare esaudisca i desideri quando, grazie ad un alito, i suoi semi si disperdono nel vento.

“Così, come quei piccolo semi, sono venute fuori – racconta Francesca Incudine – le canzoni di questo disco. Undici piccole guerriere che raccontano di coraggio e di come le cose cambiano solo se veramente vogliamo che cambino. Undici quadri sonori per restituire un po’ di ciò che ero e di ciò che voglio essere, rispondendo ancora una volta ad una promessa fatta a me stessa: quella di essere autentica”.

L’album contiene un omaggio ad Andrea Parodi, ovvero la versione di “Frore in su Nie” che la Incudine ha presentato nel 2013 al Premio dedicato all’artista sardo dove ha fatto incetta di riconoscimenti: premio della critica, premio per il miglior testo, premio per la migliore musica e premio dei bambini.

Gli arrangiamenti del disco sono di Carmelo Colajanni e Manfredi Tumminello, che ne curano la direzione artistica, riuscendo a miscelare magistralmente il suono alla parola, il pop alla world music, il siciliano all’italiano, per restituire al pubblico una trama ispirata.

Il primo singolo estratto da Tarakè è NO NAME. Un brano intenso in cui racconta la strage delle operaie della Triangle Waist Company e ispirato al libro “Camicette bianche, oltre l’8 marzo” di Ester Rizzo.

NO NAME raccoglie immagini, numeri, volti senza nomi di tante donne che affidarono le loro vite e le loro speranze ad una nave e alle acque di un oceano e in un attimo divorate dalle fiamme. Chiuse a chiave in una stanza dai padroni della fabbrica, per paura che rubassero o prendessero troppe pause, si lanciarono dalle finestre – come unica via d’uscita – per scampare alle fiamme.

 

 

Francesca Incudine si appassiona all’età di 13 anni ai tamburi a cornice e comincia a studiare le percussioni e il canto per iniziare un percorso di formazione artistica che la porta verso la musica folk di radice popolare che spazia fino alla world music.

Intraprende anche la strada della canzone d’autore, scrivendo e componendo in siciliano. Nel 2010 partecipa con la Compagnia Triskele, al premio per la World music Andrea Parodi, dove vince con il brano “Fimmini” di cui è autrice del testo.

Nel 2013 al Premio Parodi ritorna da solista e il suo “Iettavuci” vincendo il premio della critica, premio miglior testo, premio migliore musica e premio dei bambini. Nello stesso anno partecipa a un  progetto artistico della fondazione Sète Sòis Sète Luas di Marco Abbondanza, sotto la direzione del portoghese Andrè Santos, che la vede impegnata in tour nazionale e internazionale, tra il Portogallo, l’Italia, la Francia, la Grecia, il Brasile insieme ad artisti di nazionalità diverse.

Conquista il Primo Premio e il Premio Speciale Muovi la Musica. Nel 2015 partecipa agli eventi artistici di Expo a Milano con due spettacoli musicali: “Il casellante” di Andrea Cammileri e “DiVentoTerra”.

Nel 2016, al Premio InCanto, contest di uno dei più prestigiosi club Romani, L’Asino che Vola, vince il premio della critica “Piero Calabrese”, premio Migliore performance, premio Indiegeno Fest e l’accesso in finale al premio Musica Controcorrente. Nello stesso anno conquista il Premio Botteghe d’Autore con il brano inedito “Linzolu di Mari”.

Ad ottobre, infine, si aggiudica il premio Musica Controcorrente, ricevendo una menzione anche per la rivisitazione del brano “Lazzari felici” di Pino Daniele.