ANTONIO PUTZU NEWS

I Taberna Mylaensis raccontano in Olanda la musica della Sicilia

I Taberna Mylaensis, storico gruppo siciliano con l’obiettivo di ricercare e riproporre la musica popolare siciliana, approda oggi in Olanda per tre tappe live consecutive fino al 24 marzo. Il primo appuntamento di questa sera sarà all’Istituto italiano di cultura ad Amsterdam, si proseguirà il 23 ad Haarlem e, infine, il 24 a Deventer. Per il pubblico olandese Luciano Maio, storico fondatore del gruppo, canterà e suonerà la chitarra affiancato dalla formazione attuale che vede Antonio Vasta alla fisarmonica e zampogna, Francesco Bongiorno alle percussioni e Antonio Putzu ai fiati.

La Taberna Mylaensis è un progetto musicale siciliano che nasce nel 1975 dal leader e fondatore Luciano Maio. Si tratta di un gruppo musicale di genere folk originario di Milazzo, da sempre dedito recupero della tradizione musicale della Sicilia: canti basati sul lavoro dei vendemmiatori e dei mietitori, canti religiosi, canti d’amore, canti di rabbia e di protesta. La musica della Taberna è stata influenzata dalle culture dei popoli che sono stati presenti in Sicilia, tra cui Greci, Arabi e Normanni. Il repertorio del gruppo, inizialmente basato su canzoni di protesta, con il passare degli anni si è spostato su un genere più contemporaneo. Vari artisti hanno fatto parte del gruppo, sempre con Luciano Maio come punto di riferimento fin dagli anni ’70 e via via accompagnato da cantautori, compositori ed elaboratori della musica siciliana.

A partire da questa sera il gruppo porterà in Olanda i brani dell’ultimo progetto discografico “Semu tutti emigranti”, album formato da ballate che raccontano le vicissitudini sull’odierna emigrazione forzata. Una riflessione, quindi, sul fenomeno dell’emigrazione e dei rifugiati che vogliono raggiungere l’Europa attraverso percorsi pericolosi via mare o via terra.

Il fiatista del gruppo Antonio Putzu, leader della band appassionata di musica tradizionale irlandese Irish Quartet ed attualmente impegnato insieme alla compagnia di Moni Ovadia nel tour teatrale nazionale “Il Casellante” di Camilleri, racconta che “i temi affrontati nelle canzoni di ‘Semu tutti migranti’ parlano proprio di questa piaga: dei morti in mezzo al mare, degli sbarchi continui, delle guerre che portano i migranti a scappare dalle loro famiglie per cercare un futuro migliore”.

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