Debora Troia news

Sul palco del teatro Ditirammu il concerto tributo a Rosa Balistreri di Debora Troìa e Tobia Vaccaro

Tutto è pronto per il concerto tributo che il mezzo soprano Debora Troìa terrà questa sera, domenica 30 luglio, sul palco del Teatro Ditirammu di Palermo per omaggiare Rosa Balistreri e per ricostruire, con le melodie originarie da lei composte ed interpretate, la sua travagliata e coraggiosa vita. Debora Troìa, sul palco, sarà accompagnata dall’ormai fidata e consueta chitarra di Enrico Tobia Vaccaro e, a partire dalle ore 21, stilerà un racconto biografico in musica di una tra le artiste che certamente hanno cambiato la storia della musica siciliana.

Debora Troìa e Tobia Vaccaro metteranno in piedi uno spettacolo musicale per voce recitante e chitarra che narra la storia di Rosa Balistreri attraverso i canti della tradizione popolare siciliana e di quelli da lei composti, suonati e interpretati. Scegliere di raccontare al pubblico palermitano una fortissima icona femminile della storia della Sicilia significa per Debora Troìa ed Tobia Vaccaro rispettare la volontà che l’artista manifestò nel suo testamento artistico: “Quann’iu moru cantati li me canti; nun li scurdati, cantatili pi l’antri”. Rosa – La cantatrice del sud non è soltanto un concerto tributo, ma un vero e proprio lavoro di ricostruzione, un grande racconto biografico in musica per far emergere proprio a partire dalle sue canzoni il ritratto di Rosa Balistreri.

Gli artisti celebreranno Rosa così come ella era: una donna piena d’amore, una poetessa capace di tramutare il male in bene, fonte di gioia per sé e per gli altri. Piena di sapienza, sapienza antica che era in grado di manifestare generosamente con le meraviglie della sua voce di mille colori, di ampia estensione, ora forte e possente, ora leggera, delicata e tenerissima, Rosa era capace di esprimere ogni sfumatura con spiccata e versatile sensibilità. Lo spettacolo ripercorrerà, in modo accorato e coinvolgente, le tappe della vita dell’artista iniziando dalla sua gioventù trascorsa tra gli stenti nelle campagne sicule. Si proseguirà con i suoi canti di denuncia e di dolore legati agli anni del matrimonio violento fino alla serenità ritrovata – per poco tempo, purtroppo – a Firenze, in quel cenacolo musicale-letterario (di cui fecero parte Ignazio Buttitta, Renato Guttuso, Dario Fo) che l’avrebbe definitivamente consacrata. La rappresentazione vede alternarsi momenti seri (“I prati a Palermo”, “Cuteddu ‘ntussicatu”, “Canto e cunto”, etc…) a momenti briosi e spensierati (“A pinnula”, “Acidduzzu di me cummari”, “La pampina di l’aliva”).

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