Riccardo Simoncelli e la musica, principale passione della sua vita

Una delle più empatiche dimostrazioni di affetto da genitore a figlio è il canto della “ninna nanna” prima di dormire. Ed è proprio a partire da questi attimi di massima tenerezza che la musica è diventata, durante la tenera età di Riccardo Simoncelli, fonte di grandi emozioni e la principale passione della sua vita. Quella melodia materna divenne per lui tanto speciale da incuriosirlo verso l’ascolto di qualsiasi cosa producesse un suono, un rumore, una nota. Così, a 11 anni, ricevette in regalo dai genitori il suo primo strumento musicale tanto desiderato: prendeva in mano, per la prima volta, una chitarra.

Una delle tanti doti dell’artista palermitano Riccardo Simoncelli è la sua curiosità artistica e la sua “fame” di musica. La brama di rimanere sempre aggiornato su tutte le tendenze e novità musicali lo portò a sommergere la sua vita di dischi variegati nello stile e nell’approccio musicale. Di certo il periodo che caratterizzò di più le sue influenze artistiche fu la metà degli anni ’80, legato prevalentemente al pop inglese. “In quegli anni fui rapito dalle prime trasmissioni a tema musicale – racconta Riccardo- come VideoMusic, MusicBox, Dj Television e dai “dischi di importazione”, meglio noti come “Mix” o “Extended Versions”, delle rarità in vinile che tutti i cultori e gli audiofili del periodo facevano a gara per accaparrarsi, io tra i primi”.

Oggi il suo stile risente dei suoi grandi amori musicali, primi tra tutti i Duran Duran, di cui conserva nel cuore ogni loro testo. Con un pizzico di nostalgia ricorda quanto amava lo straordinario disco degli A-ha “Hunting High and Low”, ove contenuta la celeberrima “Take On Me” o la evocativa “The Blue Sky”. Si definisce fan dell’indimenticabile album “True Blue” di Madonna, del culto del dark proprio dei Cure con “Love Song” o “Fascination Street” e dei Depeche Mode con “Stripped”. “A questo mix di eccezionale musica si aggiungono Brian Ferry, Peter Gabriel ed il momento post Genesis di Phil Collins e delle sue sentimentali ballate. E, dulcis in fundo, le hits di gruppi impostisi come delle meteore che lasciarono comunque impronte indelebili come: i Pic Nic at The Witheouse con “We need protection”, i Level 42 con “Lessons in Love” e i Kissing The Pnk con “One Step”. Ve li ricordate? Che figata!”

Agli albori degli anni ’90 il suo gusto musicale si trasforma. Riccardo Simoncelli sente dal profondo l’esigenza di avvicinarsi alla musica cantautoriale, indipendente e di protesta per la sua crescita artistica e la definizione della sua personalità musicale. Comincia, infatti, a frequentare centri sociali e luoghi di ritrovo per tutti quegli artisti che desideravano scrivere canzoni, poesie, libri. Lì fu particolarmente attratto dal cantautorato italiano di nicchia, dal reggae di Bob Marley e dal rock/wave dei Simple Minds e U2.

Avendo sempre dedicato tutte le sue energie vitali in questo ambito, la carriera musicale di Simoncelli non può essere definita con un punto di partenza preciso. “Se proprio dovessi trovare un momento di inizio, lo potrei senz’altro identificare in quello in cui scrissi la mia prima canzone “Libero”, con contenuti, forse, poco appartenenti ad un ragazzino di appena 20 anni. Tuttavia, sebbene non esistessero tanti mass media oltre radio e TV, né telefonini o internet, devo dire che quel brano, proposto agli amici e poi in una raggiante Favignana dell’epoca (allora ospite dei concerti del mitico duo “Mandreucci & Vella”), sortì un interesse inaspettato. Così armai i bagagli e capii che tutto sommato ciò che esprimevo con il linguaggio della musica piaceva, faceva divertire, talvolta emozionare. Scrissi una sfilza di canzoni in cui parlavo di sogno, amore, guerra, denuncia sociale. Un mix di ideali giovanili su una musica pop che divenne poi il disco “Anime Distratte”, con gli arrangiamenti di chitarra di Andrea Braido. Bei ricordi insomma!”.

Nel 1992 concorre alle semifinali di Castrocaro Terme con un pezzo autografo dal titolo “Tutti noi come te”, riscuotendo consensi inaspettati. L’anno successivo, nel lontano ’93 si esibisce durante una sfilata di moda a Strada, un paesino della Toscana, della quale, con il sorriso, ricorda un particolare aneddoto: “All’annuncio del presentatore, salii sul palco inciampando e cadendo rovinosamente a terra. Poi, quando cominciai a cantare, la base saltò. Fu un disastro. L’unica consolazione fu quella dei miei parenti che mi supportarono. Come sempre”. Gli anni del 2000 segnano l’approdo all’isola di Lampedusa da cui derivano incancellabili collaborazioni e concerti con Mario Biondi e Claudio Baglioni durante la sua splendida manifestazione “Oscià”. Ricorda, con grande onore, tanti gemellaggi ed incontri con artisti di grande spicco del panorama locale: Davide Matera, Marcello Mandreucci, Simona Norato, Alessandra Salerno, Umberto Porcaro, Filippo Cannino, Manfredi Tumminello, Alexandre Vella. Gli anni 2000 sono, per lui, anche gli anni della creazione di nuovi inediti: Aria, Dimensione distorta, Stay Here, My Kingdoom Queen. Sono, infine, gli anni della formazione della band Escape, con cui Riccardo Simoncelli ottiene stima e popolarità in tutta la Sicilia. Nel 2014 il cantautore realizza il suo terzo lavoro discografico, un disco in italiano, “La lampada di Aladino”.

Attualmente gli impegni di Simoncelli si moltiplicano tra live, collaborazioni in giro per l’Italia e l’insegnamento di canto presso le Accademie di Musica Moderna di Agrigento e Racalmuto.  “In molti mi hanno definito uno “Stacanovista Musicale”, in realtà forse lo penso anch’io, perché amo così tanto quello che faccio che ho sempre pensato non basterebbero nemmeno due vite per portare a compimento ogni progetto inerente. A proposito di progetti, – conclude- ne sta per nascere uno davvero molto stimolante. Ma, per scaramanzia, meglio non parlarne adesso. Ve ne darò notizie al più presto!”.

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