Il tamburo guarda la luna e nella luna si rispecchia, per trovare nella sua luce misteriosa le radici del
proprio ritmo. Poi si veste, si ammanta, si imbelletta. La ritualità intima del suono si apre a un
incontro sperimentale in cui sonorità mediterranee si allineano a tutto ciò che è modernità. Nella
contaminazione la testa frulla, il cuore fibrilla, il pensiero martella in un canto che è d’amore e di
dolore. DEMOCRATICA è il risultato di un percorso di sperimentazione che parte dalla volontà di
tracciare un legame tra l’identità profonda del proprio essere e l’apertura al mondo circostante. In
tal modo, mentre le vibrazioni del tamburo scandiscono la certezza di un’appartenenza, le
progressioni rock rendono tale appartenenza indefinita, imperfetta, aperta a nuove forme di libertà
espressiva.