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A Palermo due serate in compagnia di Renzo Arbore e la sua Orchestra

Per il pubblico palermitano è previsto un doppio appuntamento, questa sera 28 marzo e domani sera 29 marzo, con l’imperdibile concerto dello showman italiano più conosciuto al mondo: Renzo Arbore. Insieme alla sua Orchestra Italiana, delizierà i fan con tre dense ore di musica, ironia e delicatezza, coniugando l’antico ed il nuovo suono di Napoli. Entrambe le serate si svolgeranno presso il Teatro Golden di Palermo, a partire dalle 21.

“La scaletta del concerto – spiega Renzo Arbore – coniuga il nuovo e l’antico suono di Napoli: voci e cori appassionati, girandole di assoli strumentali, un’altalena di emozioni sprigionate dalle melodie della musica napoletana che evocano albe e tramonti, feste al sole e serenate notturne, gioie e pene d’amore”. “Al suono di “Reginella”, ad esempio – aggiunge lo showman – vedo il pubblico (di tutto il mondo) cantarne a squarciagola il ritornello di questo celebre brano e, magicamente, farsi trasportare proprio là (a Napoli) nella terra da dove quelle emozioni sono partite”.

In questi anni di carriera Arbore, facendo presa sul pubblico di qualsiasi latitudine, ha ottenuto tantissimi premi e riconoscimenti, quantità di spettatori, cifre da “capogiro” che lo hanno “incoronato” come lo showman italiano più conosciuto nel mondo. Non a caso, infatti, gira ininterrottamente con la sua Orchestra, da un’estremità all’altra, agli Stati Uniti alla Cina, dal Messico al Canada con innumerevoli concerti acclamatissimi e apprezzatissimi ovunque in un clima da record. Nel corso della serata l’artista sarà seguito da 15 talentuosi musicisti tra i quali spiccano: l’appassionato canto di Gianni Conte, la seducente voce di Barbara Buonaiuto, quella ironica di Mariano Caiano e i virtuosismi vocali e ritmici di Giovanni Imparato. E poi ancora: la direzione orchestrale e il pianoforte di Massimo Volpe, fisarmonica e piano di Gianluca Pica, le chitarre di Michele Montefusco, Paolo Termini e Nicola Cantatore, le percussioni di Peppe Sannino, la batteria di Roberto Ciscognetti, il basso di Massimo Cecchetti e, dulcis in fundo, gli struggenti e festosi mandolini di Nunzio Reina, Salvatore Esposito, Salvatore della Vecchia.

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