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Palermo, a Piazza Bologni Debora Troìa canta “Rosa Balistreri-La Cantatrice del Sud”

La città di Palermo si prepara alla manifestazione “La rivolta del Sette e mezzo – La Comune di Palermo”: sette giornate suddivise tra teatro di strada, convegni, dibattiti, manifestazioni, cortei e concerti dal vivo. In calendario dal 16 settembre al 22 settembre numerose iniziative musicali, artistiche e culturali tra cui l’atteso concerto di Debora Troìa e Tobia Vaccaro che proporranno giovedì 21 settembre alle ore 22 il loro emozionante tributo voce-chitarra a Rosa Balistreri, la Cantatrice del Sud.

Tra mostre, documentari, esposizioni di prodotti dell’artigianato locale, laboratori, animazioni teatrali, spettacoli per bambini, presentazioni di libri, Debora Troìa e Tobia Vaccaro offriranno agli spettatori della manifestazione “La rivolta del Sette e mezzo” il loro già più volte apprezzato spettacolo dedicato a Rosa Balistreri.

Il mezzosoprano Debora Troìa, accompagnata dalla chitarra di Tobia Vaccaro, ricorderà al pubblico di Palermo Rosa Balistreri. I due artisti racconteranno le tappe della vita coraggiosa e schietta di Rosa e, attraverso le sue opere, verrà omaggiato l’inestimabile patrimonio artistico lasciato in eredità alle nuove generazioni. Scegliere portare sul palco la vita e le opere di tale icona femminile della storia della Sicilia significa rispettare la volontà che l’artista manifestò nel suo testamento artistico: “Quann’iu moru cantati li me canti; nun li scurdati, cantatili pi l’antri”.

Rosa Balistreri è stata una donna decisa, determinata a non cedere alle numerose avversità e ai tormenti che la vita le aveva riservato; una donna piena d’amore, una poetessa capace di tramutare il male in bene, fonte di gioia per sé e per gli altri, una siciliana innamorata della sua terra e pronta a lottare per ripulirla dalle ingiustizie che l’affliggono. Nel corso della rappresentazione si alterneranno momenti seri attraverso i canti “I prati a Palermo”, “Cuteddu ‘ntussicatu”, “Canto e cunto” e momenti briosi e spensierati grazie a opere come “A pinnula”, “Acidduzzu di me cummari”, “La pampina di l’aliva”.