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Palermo, chiude il Teatro Ditirammu della famiglia Parrinello

Un profonda e sofferta lettera firmata dai figli di Vito Parrinello, fondatore della culla d’arte del quartiere la Kalsa di Palermo, il Teatro Ditirammu, annuncia pubblicamente la scelta di calare il sipario del Teatro a causa di una lista di problemi che ne impediscono la gestione. Se tale decisione dovesse essere definitiva implicherebbe un’enorme perdita culturale per il capoluogo siciliano, essendo tale teatrino luogo in cui sin dalla sua fondazione si sono svolte performance straordinarie ed eventi di spessore legati alle più antiche tradizioni dell’Isola.

Era il 1995 quando Vito Parrinello, recentemente scomparso, decide di costruire con passione e sacrifici il Teatro Ditirammu nello storico quartiere Kalsa a Palermo. Queste le parole degli eredi del Teatro diffuse tramite comunicato stampa: “Oggi questo luogo è diventato un tempio della cultura popolare siciliana e fucina delle nuove generazioni, e chissà per quanto potrebbe dare questa speranza alla città. Lo dite voi, il Financial Times, lo dice il primo cittadino di Palermo, anche su Google c’è scritto. Purtroppo questo non basta, negli ultimi anni pur di dare la giusta dignità agli artisti, ai dipendenti, alle migliaia di turisti che ogni giorno vengono a farci visita, e alle nuove generazioni, utilizziamo le risorse economiche di famiglia. Anche se questa è stata una nostra scelta, va bene fino ad un certo punto”. Continua il comunicato: “Innanzitutto non riusciamo a sostenere i costi del Teatro. Non è una guerra alla pubblica amministrazione, alla quale tuttavia chiediamo coerenza rispetto alle tante e univoche espressioni di stima e riconoscimento dell’alto valore del Ditirammu, per la città e la cultura siciliana. Spetta alla pubblica amministrazione trovare i modi per trasformare questo apprezzamento in sostegno e decisioni concrete che mettano in condizioni di vivere questo “Canto Museo Teatrale”. Al nostro pubblico, agli amici, ai tanti artisti, agli assistenti ai collaboratori agli allievi, e alle nostre famiglie, chiediamo di starci vicino ora più che mai, tenere alta la tensione e l’attenzione sulle nostre vicende, sarà nostro dovere quello di tenervi informati con tutti i mezzi possibili.
Ieri sera con queste parole ha chiuso la stagione del Baglio di Vito, e da oggi le saracinesche saranno chiuse per un po’. Abbiamo bisogno di capire se ci sono i presupposti per tenere aperto il “tempio” oppure farsi una nuova vita, magari in una nuova città. Al momento ci sentiamo di esternare il nostro malcontento dicendovi che siamo arrivati al limite, e con grande tristezza lasciamo pubblico, allievi e dipendenti a casa. Dalla mezzanotte di ieri sera si sono spente le luci al Ditirammu, nelle prossime settimane comunicheremo, attraverso una conferenza stampa, quali saranno le sorti del Ditirammu e della “Palermo, Capitale dei Giovani”. Chissà se i giovani restano oppure se ne vanno.”