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Il concerto mediterraneo: l’opera del pianista Cuticchio a Castelbuono

Il Concerto Mediterraneo, l’ultima opera musicale del pianista Giacomo Cuticchio, sarà rappresentata sabato 26 agosto a partire dalle ore 21 presso la Piazza Castello di Castelbuono, in provincia di Palermo. Si tratta di una coinvolgente suite in tre quadri pensata per fiati, legni, ottoni, archi e che vede come strumento protagonista il pianoforte. Giacomo Cuticchio ha dedicato l’opera a chi non è riuscito ad oltrepassare il Mar Mediterraneo e raccoglie suoni, caratteri e suggestioni tipici della Sicilia, madre e culla di svariate civiltà.

Il primo quadro si suddivide in tre movimenti: Audace, Largo, Vivace. Gli spettatori saranno avvolti da temi ora gai e vivaci, ora infausti e austeri, che dal pianoforte si propagano per fondersi con gli strumenti della formazione cameristica sfruttando le differenti gradazioni armoniche. Le suggestioni dell’epica mediterranea, che caratterizza la ricerca di Cuticchio, ci conducono al secondo quadro. Una Suite di cinque movimenti intitolata Rosa dei Venti. Dopo una Arya introduttiva seguiranno i respiri e le tempeste di Tramontana, Levante, Scirocco e Maestrale. I Venti protagonisti della suite vengono riproposti in una nuova versione per Ensemble allargato, che anticipa al pubblico la prossima uscita discografica del Giacomo Cuticchio Ensemble. Con il terzo quadro, Rapsodia Fantastica, si conclude il concerto. Si tratta un omaggio che Cuticchio ha voluto dedicare al proprio mestiere di oprante-puparo, che lo ha formato sin dalla prima infanzia e che lo ha fortemente influenzato anche nella vita musicale. A Incanto, che interpreta la nascita di un pupo siciliano, segue Autoritratto di Astolfo in cui si identifica Giacomo Cuticchio, per concludere con il roboante Finale.

L’ensemble di musicisti che eseguirà i tre quadri sono giovani e promettenti solisti siciliani di formazione ed esperienze internazionali. Si alternano così le agilità dei fiati e le profondità morbide e rugose dei legni con gli ottoni guerrieri e gli archi leggiadri, in un continuo cimento tra aperture solistiche e colore orchestrale.

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