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Giacomo Cuticchio omaggia Shakespeare con “Cimbelino- suite per pianoforte solo”

L’artista palermitano Giacomo Cuticchio, erede della tradizione dei pupi siciliani, proporrà questa sera, venerdì 24 febbraio, la neo- suite Cimbelino in versione pianistica. Nata come musica di scena della sua ultima fatica teatrale, Cuticchio eseguirà in anteprima un solo piano in versione concertistica, sviluppando melodie ed armonie pensate appositamente per il teatro. Appuntamento presso la Chiesa di S. Maria del Piliere di Palermo a partire dalle ore 21.15.

L’idea dell’Opera nasce nell’autunno 2016, anno in cui si è celebrato il quattrocentesimo anniversario della scomparsa di William Shakespeare. Originariamente era prevista la presenza di un quartetto d’archi ma, rivedendo il progetto, Cuticchio andrà in scena a Palermo proponendo una suite al piano-solo. Il concerto è promosso dall’Associazione Amici dei Musei Siciliani.

L’Opera di Cimbelino verrà interpretata come uno spettacolo di Opera dei Pupi e Musica, come un vero e proprio recital pianistico del tutto personale. Infatti, Giacomo Cuticchio nasce in un ambiente fortemente influenzato da tali tradizioni sicule. È figlio e nipote di maestri pupari e la sua formazione d’artista ha luogo tra sogni cavallereschi, senni smarriti e avventurosamente recuperati, battaglie e re di corona, passioni e paradigmi etici. La cornice di estremo rigore e attenzione che caratterizza l’attività di famiglia si rifletterà ben presto nella sua magiche e suggestive esecuzioni musicali.
Il casuale incontro con la musica di Philip Glass e la sempre viva attenzione per la musica antica, rinascimentale e barocca, indicarono a Giacomo, ancora giovanissimo, il sentiero a lui congeniale. Si impose, infatti, come ideale primario, un’approfondita ricerca sulle radici della musica, per tantissimi versi analoga agli sforzi del padre Mimmo. Giacomo Cuticchio cerca di raggiungere, con la sua musica, l’immediatezza dell’emozione non preoccupandosi dei fattori esclusivamente linguistici. Cerca, così, su canovacci strutturali quasi archetipici, le forme più adeguate ai suoi intenti: esprimere la musica direttamente dal cuore.