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“Fire Fall” è il nuovo singolo di Makai che anticipa l’album “The Comfort Zone”

“Fire Fall” è il nuovo singolo di Makai che anticipa l’album “The Comfort Zone”, in uscita per INRI/METATRON negli store digitali il 20 aprile e dall’11 maggio nei negozi di dischi.

MAKAI è il moniker dietro cui si nasconde Dario Tatoli, producer, sound designer e polistrumentista, già nei Flowers or Razorwire (keats collective USA/Bizarre love triangles ITA).

MAKAI è un progetto  cominciato nel 2010 e in costante evoluzione. Un vortice di dicotomie irrisolte e irrisolvibili, alla ricerca di una perfezione che è un sogno dentro le palette dei suoni e nella stretta griglia della forma canzone.

“The Comfort Zone”, in uscita per INRI/METATRON negli store digitali il 20 aprile e dall’11 maggio nei negozi di dischi,  è un disco che si muove in direzione contraria a quella da cui prende il titolo. Un album ricco di contraddizioni e contaminazioni, frutto un sapiente e ricercato equilibrio tra elettronica di stampo nordico e cantautorato intimista dal sapore più morbido e mediterraneo, una dialettica tra momenti contrari in una sintesi di geometrie techno e strumentali onirici, di spensieratezza e malinconia.

“Fire Fall” è invece  il nuovo singolo estratto da “The Comfort Zone” che è primo disco di Makai. Racconta di quel momento in cui ci si getta ogni cosa alle spalle per provare a guardare il mondo con occhi nuovi. Di quella scintilla che partendo dagli oggetti, dalle cose piccole e minuscole che compongono i ricordi concreti di una relazione, si spande fino a spegnere, per contrasto, la fiamma dei sentimenti.

Una canzone che nasce per la prima volta al pianoforte, da un semplice e ossessivo giro di ritornello che rimane integro e puro solo nel finale. Nel resto del brano invece si arricchisce di percussioni nate dai campionamenti più vari: risate, Raga indiani, rumori di ogni tipo, sample vocali registrati al telefono. L’amalgama sonoro che ne emerge viene poi venato di pop nel missaggio di Andrea Suriani, che sposta il focus sulla voce, rendendo il brano molto leggibile.

Un brano carico di rabbia, paura, speranza, tristezza che arriva però a un sollievo finale, procedendo in una narrazione dai vari colori e cromatismi frutto di un lavoro quasi fotografico, che ben rappresenta l’approccio sinestetico di Makai alla musica.