Da “Everybody is leaving” ad “Oltre”, il percorso di Giuditta

Introversa, sensibile e dall’animo soul. Lei è Giuditta La Monica, nasce a Palermo ventuno anni fa e proprio in virtù della sua giovane età porta con sé una valigia piena di speranze e di sogni legati al suo futuro come cantante. Sogni che, dati i traguardi già raggiunti, non tarderanno a divenire realtà. L’abbiamo intervistata e questa è la sua storia.

Giuditta è una ragazza dallo sguardo dolce, sognante, romantico. Le sue canzoni, da lei scritte e musicate, sono riflesso autentico della sua esistenza, espressione inconfondibile di quello che la sua mente pensa e il suo cuore sente. Lo scorso venti ottobre, dopo anni di studio e sacrifici, ha finalmente conquistato la meta del primo EP dal titolo “Oltre”, completamente autoprodotto. L’album è composto da sei tracce, sei piccole parti di Giuditta, sei frammenti di vita. Ma giungere alla pubblicazione del disco non è stato affatto semplice.

Quando aveva ancora sei anni, scoraggiata ed influenzata dalle altre bambine che, non appena iniziava a cantare, le dicevano di essere stonata, Giuditta era totalmente contraria alla carriera musicale per la sua vita. E, sebbene i suoi genitori, entrambi musicisti, avessero riconosciuto gli albori del suo talento vocale, sembrava non fosse in alcun modo possibile farle cambiare idea.

La svolta avvenne intorno agli otto anni, quando cominciò timidamente ad inventare melodie sulle poesie che scriveva e che, però, manteneva chiuse dentro ai cassetti della sua cameretta e del suo cuore. “Non le facevo ascoltare a nessuno, tranne ai miei genitori – ricorda Giuditta-. È assolutamente grazie a loro che sono arrivata alla convinzione che la musica sarebbe stata la mia strada, il mio futuro”.

Così Giuditta ha iniziato a studiare canto ma, soprattutto, all’età di tredici anni è riuscita, finalmente, a far uscire dalla sua stanzetta la sua voce e il suo talento. Trova, infatti, il coraggio e la fiducia dentro di sé di far ascoltare un suo brano ad una persona diversa dai suoi genitori, colui che presto diventerà il suo insegnate di pianoforte. “Si innamorò delle mie canzoni. Mi ricordo ancora la sensazione magnifica, qualcuno oltre i miei genitori aveva apprezzato un mio brano, mi sentivo quasi brava. Da quel momento il mio imbarazzo di cantare le mie canzoni davanti ad un pubblico svanì. Quella canzone era Everybody is leaving e la si può trovare su Youtube con un videoclip molto bello!”.

Il suo primo idolo fu Jeff Buckley e, pur avendo uno stile molto diverso, la sua storia e le sue melodie la colpirono. Adesso la fonte d’ispirazione di Giuditta è nel complesso il genere soul, neo-soul, R&B: “Adoro la cantante Nai Palm degli Hiatus Kaiyote, così poco scontata, strana e tecnicamente perfetta!”. Inizia così, sulle orme di questi stili musicali, la sua strada verso il successo. Strada che ha richiesto impegno e determinazione, strada ricca di collaborazioni nel panorama musicale palermitano tra cui “quella che mi rimane più a cuore – continua Giuditta- è la collaborazione con Dario Sulis che creò una band musicale dove lui stesso arrangiava i miei brani. Mi divertivo con la musica come mai prima d’ora.”.

Nel 2012 e nel 2013 Giuditta vince, con suoi brani inediti, il concorso per giovani cantautori Rock 10E lode aggiudicandosi il premio come miglior performance live. Nel 2013 si classifica al primo posto per le regionali del Cantagiro e nel 2014 ottiene la seconda posizione partecipando nuovamente al concorso Rock 10 E lode. Attualmente studia canto jazz al Conservatorio di Palermo e porta avanti il suo progetto di cantautrice, finalmente più concreto grazie all’EP “Oltre”.

“Non so cosa mi riserva il futuro – conclude Giuditta-, ma so che mi devo mettere veramente d’impegno se mi voglio affermare in questo campo. E’ difficile, ma non impossibile. Spesso mi dicono di andare via da qui perché è difficile che riesca ad avere un futuro con la mia musica a Palermo, in Sicilia, ma almeno ci voglio provare. Il mio impegno principale in questo momento, è dedicarmi alla mia musica, scrivere nuovi brani, suonare il più possibile tra la gente, fare esperienze che è ciò che arricchisce di più e non escludo l’idea di fare concorsi per Cantautori dove si esalta la musica nuova, originale.

Perché secondo me la musica è immaginazione, creazione, condivisione.”

 

 

ELENA D’ANGELO