Domenico Cacciatore: la storia del successo di un bassista che ha conquistato la Sicilia

Non riuscirei a immaginare la mia vita senza, è come una fiamma accesa che riesce a riscaldarmi spiritualmente e ad appagarmi l’anima. Semplicemente motivo di vita”: queste le parole scelte dal musicista Domenico Cacciatore per descrivere il ruolo della musica nella sua esistenza. Domenico Cacciatore è noto al pubblico per essere il bassista dei Tinturia, gruppo reggae-pop simbolo della Sicilia, ma la sua passione per la musica nasce sin da bambino e la sua professionalità lo ha condotto verso molti progetti e traguardi.

Nato a Santo Stefano Quisquina, piccolo paese dell’entroterra siciliano, Domenico Cacciatore cresce in una famiglia incline all’arte della musica: suo padre musicista amatoriale e suo fratello, Sal Cacciatore, trombettista professionista. “Fin da piccolo, a partire dalla metà degli anni ’80, ho cominciato a suonare il tamburo nella banda del paese, che in quegli anni rappresentava, per chi aveva attitudini musicali e in assenza di qualsiasi altra scuola di musica, l’unica realtà per suonare fuori da casa e quindi sicuramente importante e imprescindibile. Sempre negli stessi anni mi cimentavo a suonare la batteria: ricordo che mi alternavo con un batterista molto più grande di me in una piccola orchestrina di liscio di cui faceva parte anche mio padre come chitarrista”.

Il basso elettrico, che di lì a poco sarebbe diventato il fedele compagno di vita di Domenico, arriva nel corso della sua adolescenza, quasi per caso. “Scoprii il basso elettrico e ne rimasi letteralmente folgorato, – confessa – capendo immediatamente che sarebbe stato lo strumento della vita, in grado di coniugare l’aspetto ritmico di cui ero sempre stato affascinato con l’aspetto melodico, producendo, per l’appunto, anche le note”.

Le sue competenze e i suoi primi progressi tecnici furono raggiunti studiando da autodidatta e cercando di estrapolare dalle musicassette e dai dischi tutto quello che gli piaceva. “Parlando di bassisti, mi ha entusiasmato Jaco Pastorius, che ha rappresentato un irrinunciabile punto di riferimento, cosi come John Patitucci, James Jamerson, Alain Caron e tantissimi altri; ma a distanza di anni credo di essere stato probabilmente ancor di più influenzato da chi non suonava il mio stesso strumento.
Ad un certo punto, infatti, mi sono reso conto di dover studiare attingendo da musicisti che non fossero già bassisti, cosa che continuo a praticare quotidianamente. Credo che questo approccio didattico ad un certo punto del processo formativo di un musicista riesca a fornire stimoli diversi e ad aprire nuovi orizzonti.”
Parallelamente allo studio, Domenico inizia a suonare con moltissime band in giro per la Sicilia, credendo profondamente nella sua passione e con l’obbiettivo di riuscire un giorno a diventare un musicista professionista. Una tra le esperienze più importanti del percorso formativo di Domenico Cacciatore è stata la partecipazione e la vittoria all’Eurobassday: “Era il 2005 e per la prima volta nella mia vita mi ritrovavo a partecipare a un concorso per giovani bassisti europei e ad esibirmi di fronte ad una giuria costituita dai maestri del basso mondiale che fino a quel momento conoscevo solo attraverso i dischi. Tra i giurati ho conosciuto il Maestro Dominique Di Piazza con il quale è nata una collaborazione che dura tutt’oggi oltre che un sincero rapporto di amicizia”.

Il 2007 è l’anno della svolta per la carriera di Domenico Cacciatore: diventa il bassista dei Tinturia, una delle band più amate in Sicilia e dai siciliani nel mondo. “Da allora, con immutato interesse ed entusiasmo, mi ritrovo oggi a far parte di questo gruppo che mi ha dato la possibilità di accrescere ed ampliare i miei orizzonti musicali oltre che maturare grande esperienza sul ‘campo’ grazie all’intensa attività live in giro per il globo in tutti questi anni”. Con i Tinturia Domenico sta preparando un nuovo disco in uscita nel 2018, oltre ad una tournée che sempre nello stesso anno porterà la band a suonare tra le principali città europee. A proposito del gruppo e del suo successo continua così: “Credo che il segreto stia nella genuinità del progetto, che deriva a mio avviso dalla fusione delle straordinarie qualità del frontman Lello Analfino con la credibilità di una proposta musicale coinvolgente e al passo con i tempi”.

Ha suonato tra gli altri (concerti, festivals, studio, jam session, master class…) con: Ivan Segreto, Luca Barbarossa, Paolo Belli, Sergio Caputo, Roy Paci, Mario Venuti, Erica Mou, Max Gazzè, Marco Ligabue, Fabrizio Bosso, Marco Zurzolo, Francesco Cafiso, Christian Meyer, Dominique Di Piazza, Marcello Surace, Andrea Braido, Gigi Cifarelli, Fausto Mesolella, Ana Flora, Mike Allen, Rev. Lee Brown, Richard Smith…

Ma le sorprese non finiscono qui: per il nuovo anno è, infatti, prevista anche la registrazione del primo lavoro discografico del Project Trio, formazione nata nel 2016 che vede Domenico protagonista assieme a Enzo Di Vita alla batteria e Mario Pappalardo al piano, due eccellenti musicisti siciliani.

A tutti i giovani che sognano di poter diventare musicisti di professione Domenico consiglia di “studiare con metodicità e perseveranza, avere una sana dose di ambizione e di assumere quell’atteggiamento mentale che definisco ‘musicalmente intelligente’, ovvero, di suonare non perdendo mai di vista la funzione del proprio strumento in relazione al contesto musicale in cui ci si trova a suonare. In poche parole: essere al servizio della musica. Consiglierei, inoltre, di partecipare massivamente ai concerti cosi come alle masterclass e a tutte le occasioni didattiche che rappresentano, di certo, momenti di crescita e arricchimento”.