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Debora Troìa e Tobia Vaccaro omaggiano Rosa Balistreri sulla Terrazza del Castello di Carini

Il mezzosoprano Debora Troìa, accompagnata dalla chitarra di Tobia Vaccaro, ricorderanno domani sera, venerdì 28 luglio, la Cantatrice del Sud Rosa Balistreri con un concerto a lei completamente dedicato. I due artisti canteranno e racconteranno, presso la suggestiva terrazza del Castello di Carini, le tappe della vita coraggiosa e schietta di Rosa e, attraverso le sue opere, verrà omaggiato l’inestimabile patrimonio artistico che ci ha lasciato in eredità. Il concerto avrà inizio alle ore 19,30.

Scegliere di raccontare al pubblico palermitano una fortissima icona femminile della storia della Sicilia significa per Debora Troìa ed Enrico “Tobia” Vaccaro rispettare la volontà che l’artista manifestò nel suo testamento artistico: “Quann’iu moru cantati li me canti; nun li scurdati, cantatili pi l’antri”.

La voce di Debora Troìa e la chitarra di Enrico Tobia Vaccaro ricorderanno, quindi, una donna decisa, determinata a non cedere alle numerose avversità e ai tormenti che la vita le aveva riservato. Ma soprattutto una siciliana, innamorata della sua terra e pronta a lottare per ripulirla dalle ingiustizie che l’affliggono. Gli artisti celebreranno Rosa così come ella era: una donna piena d’amore, una poetessa capace di tramutare il male in bene, fonte di gioia per sé e per gli altri. Piena di sapienza, sapienza antica che era in grado di manifestare generosamente con le meraviglie della sua voce di mille colori, di ampia estensione, ora forte e possente, ora leggera, delicata e tenerissima, Rosa era capace di esprimere ogni sfumatura con spiccata e versatile sensibilità.
La rappresentazione di domani sera vedrà alternarsi momenti seri attraverso i canti “I prati a Palermo”, “Cuteddu ‘ntussicatu”, “Canto e cunto” e momenti briosi e spensierati grazie a opere come “A pinnula”, “Acidduzzu di me cummari”, “La pampina di l’aliva”. Lo spettacolo ripercorrerà, in modo accorato e coinvolgente, le tappe della vita dell’artista iniziando dalla sua gioventù trascorsa tra gli stenti nelle campagne sicule. Si proseguirà con i suoi canti di denuncia e di dolore legati agli anni del matrimonio violento fino alla serenità ritrovata – per poco tempo, purtroppo – a Firenze, in quel cenacolo musicale-letterario (di cui fecero parte Ignazio Buttitta, Renato Guttuso, Dario Fo) che l’avrebbe definitivamente consacrata.

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