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Debora Troìa: “Rosa Balistreri-La Cantatrice del Sud” in scena questa sera a Castellammare del Golfo

Al via il concerto di Debora Troìa   con il suo porgetto discografico   “Rosa Balistreri-La Cantatrice del Sud”. Questa sera  venerdì 7 settembre in occasione della festa castellammarese della Madonna delle Scale, a Porta Fraginesi, Castellammare del Golfo.
Sul palco , la voce di Debora Troìa sarà accompagnata dalla chitarra di Tobia Vaccaro, storico chitarrista di Rosa Balistreri  e gli arrangiamenti del noto compositore Mario Modestini che per Rosa Balistreri ha composto diverse opere teatrali, tra cui la celeberrima “Ballata del sale”.

I due artisti racconteranno le tappe della vita coraggiosa e schietta di Rosa e, attraverso le sue opere, verrà omaggiato l’inestimabile patrimonio artistico lasciato in eredità alle nuove generazioni. proprio per rispettare la volontà espressa dalla “Cantatrice del Sud” nel suo testamento artistico: “Quann’iu moru cantati li me canti; nun li scurdati, cantatili pi l’antri”.

Rosa Balistreri è stata una donna decisa, determinata a non cedere alle numerose avversità e ai tormenti che la vita le aveva riservato: una donna piena d’amore, una poetessa capace di tramutare il male in bene, fonte di gioia per sé e per gli altri, una siciliana innamorata della sua terra e pronta a lottare per ripulirla dalle ingiustizie che l’affliggono.

In scaletta si alterneranno momenti seri attraverso i canti “I prati a Palermo”, “Cuteddu ‘ntussicatu”, “Canto e cunto” e momenti briosi e spensierati grazie a opere come “A pinnula”, “Acidduzzu di me cummari”, “La pampina di l’aliva”.

Lo spettacolo ripercorrerà, in modo accorato e coinvolgente, le tappe della vita dell’artista iniziando dalla sua gioventù trascorsa tra gli stenti nelle campagne sicule. Si proseguirà con i suoi canti di denuncia e di dolore legati agli anni del matrimonio violento fino alla serenità ritrovata – per poco tempo, purtroppo – a Firenze, in quel cenacolo musicale-letterario (di cui fecero parte Ignazio Buttitta, Renato Guttuso, Dario Fo) che l’avrebbe definitivamente consacrata.