MUSICA INDIPENDENTE

“D’acqua e di rosi”, il nuovo album di Mario Incudine

È stato appena presentato a Siracusa “D’acqua e di rosi”, il nuovo album di Mario Incudine prodotto da Incudine ed il collega amico Antonio Vasta, vanta la produzione esecutiva di Finisterre e verrà distribuito in tutta Europa con Felmay. Nell’album si alternano 13 canzoni –di cui tre inedite- d’amore cantate in siciliano per un progetto romantico e legato con passione alle proprie radici. Questa sera, domenica 1 ottobre, l’album verrà presentato alle 21.30 all’autodromo di Pergusa (Enna) per il Sicily Beeer Fest.

Una romantica suite, una lunga lettera d’amore, una appassionata serenata tutta in lingua siciliana. È D’acqua e di rosi, il nuovo cd di Mario Incudine. Dopo Italia talìa, Beddu Garibbardi, Anime migranti, Abballalaluna e Terra, il nuovo progetto musicale di Incudine è una raccolta di tredici brani interamente dedicati all’amore e all’amore vissuto dalle donne siciliane. Perché, come spiega lo stesso cantautore “di acqua e di rose sono fatte le donne siciliane: acqua di mare, insaporita dal sale, rose profumate, difese dalle spine. Ogni donna porta con sé un suono: legno vibrante che fa serenate la notte, metallo temprato che scalda ogni cibo, vento di scirocco che corteggia gli scogli, pietra calcarea che custodisce i fiori, melodia antica che fa nascere la passione”. Come immagine di copertina, è stata scelta una foto (di Toto Clemenza) stilizzata della terrazza del commissario Montalbano, la balconata con vista sul mare di Punta Secca (Ragusa) divenuta la casa del personaggio più famoso di Andrea Camilleri. Pietrangelo Buttafuoco nella nota introduttiva del lavoro discografico definisce Incudine “cantore di un Canzoniere versato come in un abbraccio – sussurrato, urlato, spalmato tra i brividi – autore di parole, compositore di note e interprete del canovaccio eterno dell’amore, canta lo struggimento e la malia della nostalgia”.

Oltre alla title track D’acqua e di rosi (una pizzica rock), inediti sono anche la romanza Donnafugata e la ballad Zorath Ariha (che è il nome di una rosa che vive nei deserti maghrebini). Trovano spazio nel cd, successi rodati come Di cchi culuri è, Canticu, Sempri ccà, Tenimi l’occhi aperti, Vuccuzza di ciuri (fortunata reinterpretazione in siciliano di Bocca di rosa di Fabrizio De Andrè), Due di notte, Akila, Quasi luna piena, Li culura e L’ultimu vespru, scritti nell’arco degli ultimi dieci anni. Il disco è stato realizzato con i musicisti che da sempre collaborano con Incudine (Antonio Vasta, Antonio Putzu, Manfredi Tumminello, Pino Ricosta ed Emanuele Rinella), assieme a un folto gruppo di professionisti amici e colleghi di Incudine.

Nelle prossime settimane sono previste presentazioni a Catania, Palermo, Roma e Milano e all’interno del tour mondiale di Mario Incudine, promosso dalla Siae con il bando “S’illumina”, nelle tappe di Portogallo, Tunisia, Brasile e Madagascar.