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“Canto di una vita qualunque”, Oriana Civile porta in musica la tradizione orale siciliana

Ad un anno dallo spettacolo teatrale, ad agosto è ha visto la luce “Canto di una vita qualunque”, l’ultima opera di Oriana Civile. Un disco di folk revival, con canti di tradizione orale, tratti dal repertorio musicale siciliano legato al ciclo della vita, uno dei classici della musica siciliana. L’album si rifà alle fasi della vita, dalla nascita alla morte, dalla ninnananna alla lamentazione funebre.
Due i brani peculiari di questo disco: il primo è il Canto nuziale, al quale Civile ha ovviato all’assenza di melodia (già documentata in fase storiografica da Giuseppe Pitrè) con la cosiddetta Canzuna di Saponara (ME), canto tradizionale che si usava associare a diversi testi lirici in endecasillabi e funzionale a vari scopi, tra cui il trasporto nottetempo del carbone da Saponara a Messina da parte delle donne. Il secondo è un’invettiva contro il gioco d’azzardo, Lu Jucaturi, che presenta un’insolita melodia cinese unita al canto del repertorio tradizionale delle donne di Milena (CL).
L’attività di Oriana Civile non si ferma solo alla produzione discografica: lo scorso 15 ottobre è stata infatti protagonista a Longi di una narrazione itinerante della storia del brigante Tessalonga, mentre il futuro riserva un progetto di musica sudamericana e bossanova con Nino Milia e Daniela Giaimo. Con Marco Corrao, inoltre, è in progetto un “Concerto Doppio”, insieme a Giuseppe Milici.