FREQUENZE RETRO' NEWS

Argo Jazz Festival, è la volta dei Frequenze Retrò

Il palco è pronto, i fan sono caldi e i Frequenze Retrò sono carichi: tutto in regola per l’ultimo concerto confermato del tour estivo dei Frequenze Retrò che si terrà questa sera, lunedì 14 agosto, in occasione dell’Argo Jazz Festival di Marina di Pisticci (MT). In questi mesi l’amato e seguito quartetto acustico a corde palermitano ha suonato di piazza in piazza, partecipando anche a numerosi festival, per presentare ai fan Nel Cilindro di un mago, primo album di inediti dal quale il tour prende il nome. Nel corso della serata, dal divertimento assicurato, la band eseguirà le tracce che compongono il cd deliziando il pubblico con il loro inimitabile swing e jazz manouche.

Il lungo tour dei Frequenze Retrò, iniziato lo scorso aprile e suddiviso in 14 tappe, ha riscosso un notevole successo. Il pubblico ha apprezzato le tracce portate sui palchi, quelle che compongono Nel Cilindro Di Un Mago, primo album di inediti del gruppo di Palermo. I brani, definiti dai Frequenze Retrò “semiseri”, sono contemporaneamente ironici e seriosi. Nell’album emerge chiaramente lo stile dei Frequenze Retrò –Valeria Graziani (voce), Salvo Agate (chitarra petite bouche), Maurizio Crivello (chitarra grande bouche) e Luca De Lorenzo (contrabbasso) -, che affonda le proprie radici nel jazz manouche. Questa la tracklist dell’album eseguita nel corso del tour: Chaise Longue; L’uomo dei sogni; Les toi; Boudoir; Il paese del sol; Ballarò; Il gioco delle parti; Luna Park; La begonia della zia Lucia; Quattro stracci. Testi e musiche sono di Valeria Graziani eccetto “Chaise Longue”, scritta con Salvatore Agate, “Les Toi” di Salvatore Agate e Soraya Lamrous e “Ballarò” di Salvatore Agate. Hanno collaborato al disco: Sergio Calì (batteria e vibrafono), Roberto Gervasi (fisarmonica), Nicola Giammarinaro (clarinetto) e Rares Morarescu (violino).

“Nel cilindro di un mago è stato suonato con strumenti di liuteria, ripresi in studio contemporaneamente per restituire l’energia dell’esibizione dal vivo. Attraverso queste dieci canzoni viene espressa la voglia di affrancarsi dalla noia, dall’indolenza, dall’aridità e dall’intorpidimento globale”, racconta la band.

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