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Alessio Lega presenta a Catania il nuovo album “Mare nero. Ritratto di un inferno bello mosso”

Il cantautore Alessio Lega presenterà questa sera, venerdì 24 novembre, il suo nuovo disco “Mare Nero. Ritratto di un inferno bello mosso” al teatro Coppola di Catania. A partire dalle ore 21 Alessio racconterà ai fan catanesi i brani che compongono “Mare Nero”, suo terzo disco da autore di Lega nato da due anni di lavoro e concretizzatosi in un’opera di “avanzi”, di canzoni rimaste fuori dalle uscite precedenti per vari motivi o riproposte in nuove versioni.

Alessio Lega ha la stupefacente capacità di far tornare la Storia materia viva attraverso la musica. La facilità con cui da essa estrae e distilla storie, quelle che è necessario raccontare, riportandole magari al presente della cronaca. Ed assegnando a ciascuna canzone un significato quasi sempre “politico” nell’accezione migliore del termine (sì perché un’accezione buona, nonostante tutto, c’è ancora) che sovente diventa anche un significato esistenziale e dunque radicalmente umano. E’ per questo che anche quando si è alle prese con un disco senza un tema dominante com’è “Mare Nero” si ha comunque la sensazione che un legame fra i brani ci sia. Lega racconta una Storia fatta di eroismi, opposizioni, resistenze, libertà cercate e non sempre ottenute. E lo fa grazie alla forza intensa di un cantautore con l’esperienza raffinata e popolare dello studioso (ovvero del ricercatore, del divulgatore, dell’innamorato) e l’accoratezza di chi non può fare altro che scrivere, raccontare, cantare. Dipingere il “ritratto di un inferno bello mosso” come recita il sottotitolo del disco.

È così che in “Mare Nero”, grazie alla direzione artistica di Rocco Marchi (Mariposa, Hobocombo) e Francesca Baccolini (Hobocombo) si trovano echi Marc Ribot in “Angelica matta”, teatrali parvenze sinfoniche in “Povero Diavolo”, banjo trotterellanti in “Santa Croce di Lecce”, nenie scosse da climax elettrici in “Stazione centrale” e via andare fra marcette beatlesiane (“Non sarai più sola”), bozzetti acustici palpitanti (“Maddalena di Valsusa”), irruzioni klezmer-balcaniche (“Porrajmos”), inaspettati episodi latin-pop (“Ambaradan”, primo singolo) e pure un calco Randy Newman per “Fiore di Gaza”. Quest’ultima, firmata da Paolo Pietrangeli, è una delle due riletture di brani altrui del disco – l’altra è “Hanno ammazzato il Mario in bicicletta” di Dario Fo e Fiorenzo Carpi, di cui ricorre una citazione dal tema di Pinocchio. E se la title-track è un autentico inno politico anarchico fra il serio, l’ironico e il postmoderno, “Zolletta” è la canzone che Alessio Lega ha dedicato a Enzo G. Baldoni, già pubblicata in un introvabile live del 2004 e qui riproposta in una versione ancora più dolce e sognante. Si chiude così “Mare Nero” prima della “Petizione per l’affidamento dei figli alle coppie omosessuali”.