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Al via il Jazzit Fest di Feltre, tra i musicisti anche Kate Worker e Riccardo Randisi

A partire dal 23 giugno, per tre giorni consecutivi, partirà nel comune di Feltre il Jazzit Fest. L’iniziativa, attiva da cinque anni, è realizzata attraverso il sostegno di 250 famiglie che ospiteranno i quattrocento artisti protagonisti delle “Residenze Creative” e almeno 160 eventi tra performance, lectures, proiezioni cinematografiche, workshop e laboratori di musica per l’infanzia. In programma, tra gli artisti confermati, Kate Worker e Riccardo Randisi che, nella cornice settecentesca del Palazzo Guarnieri, si esibiranno venerdì 23 giugno alle 21 sulle note di INDUE.

Il Jazzit Fest di Feltre è la festa che per tre giorni riesce a far affiorare segni amore, passione, ospitalità, attesa, eccitazione e cooperazione civica; perché la musica ha un valore sociale, oltreché estetico. Ogni edizione coinvolge circa 400 musicisti e artisti che si danno appuntamento da tutto il mondo per vivere una ‘Residenza Creativa’, e una comunità locale si prepara per accoglierli, aprire le porte di casa per ospitarli, trasformare la propria casa in uno studio discografico e cooperare sul fronte del ristoro, della produzione, della comunicazione e della rigenerazione urbana. Si tratta di una meravigliosa esperienza, unica al mondo, che è studiata a livello europeo e che racconta un’idea diversa di sviluppo locale. Tra i nomi illustri che parteciperanno al Jazzit si ricordano, oltre Kate Worker e Riccardo Randisi, anche Ashley Kahn, uno dei più importanti giornalisti e critici musicali al mondo: ha vinto un grammy awards ed è redattore stabile di JAZZIT da tre anni. Il Palazzo Guarnieri ospiterà anche la musica di Giovanni Tommaso, uno dei migliori contrabbassisti al mondo amico intimo di Enzo Randisi.

Indue sarà una performance dai colori volutamente trasversali, realizzata attraverso sonorità a volte decise e a volte liriche con sfumature pop-funk ed anche soul. In repertorio, Kate Worker e Riccardo Randisi proporranno un viaggio variopinto nel sound e negli arrangiamenti stessi, attraverso cui si potrà spaziare dai più noti standard Jazz Americani strizzando l’occhio ad alcune indimenticabili songs di Frank Sinatra come “I’ve got you under My skin”, “Night and day” e “Fly me to the Moon” fino ad una rapida incursione al repertorio pop internazionale che ha segnato la formazione musicale di Kate fin dalle sue prime giovani live performance.

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