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Addio a George Michael, scomparso il giorno di Natale

Ulteriore perdita nel mondo della musica per questo 2016. George Michael, dopo Prince e David Bowie, si è spento lo scorso 25 dicembre a 53 anni nella sua casa a Londra, quando in tutto il pianeta, ormai da trent’anni, si intona la sua “Last Christmas”. Lascia ai suoi fan una carriera indimenticabile, iniziata fondando in duo gli Wham! e diventando, anche come solista, uno dei personaggi più popolari del pop degli anni Ottanta.

Georgios Kyriacos Panayiotou, nome reale di George Michael, fonda gli Wham! col suo socio e amico Andrew Ridgeley nel 1981, vendendo insieme oltre centoventicinque milioni di dischi. Il duo pubblica quattro album in quattro anni collezionando un primo posto dietro l’altro in classifica con singoli immediati e di facile ascolto da “Club Tropicana” alla famosissima “Last Christmas” del 1984. Il loro primo album “Fantastic” uscì nel 1983 e raggiunse il primo posto delle classifiche britanniche. Nel 1985, dopo il successo della hit “Wake Me Up Before You Go-Go”, gli Wham! diventarono il primo importante gruppo occidentale a fare un concerto in Cina.

Nel 1986 inizia la sua carriera solista vendendo oltre cento milioni di album. L’avvio avviene con un duetto con Aretha Franklin, la leggendaria soul singer americana con la quale George sceglie di rinascere musicalmente. Così, negli anni seguenti, la qualità delle sue canzoni e dei suoi concerti crebbe in maniera esponenziale. Prova evidente della svolta fu il suo album del 1990, “Listen without prejudice vol.1”. Nel 1991 e nel 1992 avvengono esibizioni più leggendarie: allo stadio di Wembley con Elton John e al tributo per Freddy Mercury, cantando egregiamente “Somebody to love”. Dopo un lungo periodo di silenzio discografico nel 1996 esce “Older”, album ricco di pop e soul ma anche pieno di verità sulla sua vita, sulle sue paure e fierezze. Gli anni seguenti sono segnati da altri successi e dai duetti con Withney Houston, Stevie Wonder e molti altri, oltre al clamoroso arresto del 1998 a Los Angeles, quando un poliziotto in borghese lo arrestò in un bagno pubblico per atti osceni e l’artista, subito dopo rilasciato, ammise apertamente di essere gay. Nel 1999 pubblica l’album di cover “Songs from the last century”, succeduto dal suo ultimo lavoro di brani originali nel 2004, “Patience”. Nell’ultimo decennio diversi singoli, molti concerti, ancora altri arresti (nel 2006 e nel 2010, per alcol e cannabis), poi due anni fa un ambiziosissimo progetto live, diventato in disco “Symphonica”, tra interpretazione di classici e brani nuovi. George è stato una star di epiche proporzioni fino alla fine degli anni Novanta, ha aperto la strada ad un’intera generazione di nuovi cantanti pop in Inghilterra e, una colpa forse più che un merito, a tutte le boy band venute dopo di lui. Era riuscito a mettere insieme intrattenimento e qualità, per merito di una vocalità potente ma allo stesso tempo raffinata, con la quale poteva permettersi di cantare al fianco di chiunque senza mai sfigurare.